Nuovi standard garantiranno che i reperti archeologici significativi rimangano pubblicamente accessibili per lo studio e la fruizione, dice il governo.

Un’esposizione di manufatti vichinghi in argenti disposti su un tavolo, tra cui un’ampia tazza antica, molte monete, barre d’argento e quelli che sembrano braccialetti e altri gioielli sparsi in giro, è stata scoperta fosse la collezione di : La Vale of York Hoard, un’importante collezione di manufatti vichinghi scoperta nel 2007 nel North Yorkshire.

Questa Hoard, e una collezione probabilmente sepolta intorno al 920 d.C.,e comprendeva 617 monete d’argento, una coppa d’argento franca e gioielli vichinghi.

Come si definisce il “tesoro”? Deve brillare? O emergere dalla terra dopo secoli sottoterra? Con la creazione del Treasure Act del 1996, il governo del Regno Unito ha definito la parola tesoro, giuridicamente parlando, in modo molto restrittivo: i reperti sono designati come tali solo se hanno più di 300 anni, sono d’oro o d’argento, o si trovano accanto a manufatti contenenti metalli preziosi. Una volta segnalato come tesoro , un oggetto diventa di proprietà dello stato; chi lo trova è legalmente obbligato a consegnare il manufatto alle autorità per l’esposizione pubblica nei musei nazionali o locali.

Questa definizione limitata esclude una serie di artefatti rari, lasciandoli disponibili per la vendita a collezionisti privati in caso di grave perdita per il pubblico, nota il governo del Regno Unito in un comunicato stampa. Per evitare tali situazioni, il ministro della cultura Caroline Dineage ha annunciato un importante cambiamento che amplierà la definizione della legge, vecchia di 25 anni, al di là delle qualità materiali degli artefatti, rendendo più facile per i musei sia l’acquisizione che la protezione del patrimonio nazionale del paese, riferisce Caroline Davies per il Guardian.

L’anno prossimo il governo condurrà un progetto di ricerca specialistica, volto a sviluppare una nuova definizione funzionante del tesoro. La campagna includerà “opportunità per i cercatori, gli archeologi, i musei, gli accademici e i curatori di contribuire alle opzioni di sviluppo”, secondo la dichiarazione. Fondamentalmente, la nuova definizione si concentrerà sul valore storico o culturale di un pezzo piuttosto che sulla sua composizione materiale (la definizione della legge del 1996 si basava su nozioni medievali di valore che favoriscono i metalli preziosi come l’oro e l’argento, secondo il governo).

Oggetti rari in pietra, metallo o bronzo, tra cui molti reperti risalenti al periodo romano. Saranno ora classificati come tesori. Troviamo poi una disposizione di polsini, gioielli e oggetti in oro ritorto intarsiati con incisioni ;un campione di oggetti scoperti nello Staffordshire Hoard, il più grande tesoro di artefatti anglosassoni d’oro e d’argento trovato da un metal detector dilettante.

Il mondo dell’autenticazione e della scoperta delle antichità, ha subito un grande cambiamento nel corso degli ultimi 25 anni, con la rilevazione amatoriale dei metalli, resa più accessibile dall’aumento di strumenti più economici ; che ha avuto una grande popolarità in Gran Bretagna e in Europa. A luglio, il British Museum ha annunciato che il suo Portable Antiquities Scheme (PAS) ha registrato una pietra miliare: 1,5 milioni e mezzo di reperti archeologici amatoriali dal lancio del programma nel 1997. Mentre i cacciatori di tesori amatoriali setacciano il paesaggio europeo ricco di storia, alla ricerca di gemme nascoste, alcuni si imbattono in reperti davvero spettacolari. Esempi recenti includono : un ragazzo di 10 anni in Irlanda del Nord che ha scoperto una spada vecchia di secoli, dopo aver ricevuto un metal detector per il suo compleanno e due adolescenti britannici che hanno scoperto monete d’argento vecchie di 1000 anni. Ma la pratica popolare ha anche i suoi lati negativi: come ha riferito Sirin Kale per il Guardian a giugno: il “nighthawking”, ovvero la pratica del metal detector illegale per la ricerca di manufatti storici da tenere o vendere al mercato nero, è ormai un fenomeno comune.

Le autorità sperano che una definizione più ampia di tesori impedisca a molti reperti amatoriali di essere venduti illegalmente in collezioni private. “La ricerca di tesori sepolti da parte di cercatori in erba è diventata più popolare che mai e molti manufatti antichi, vedono ora la luce nelle collezioni dei musei”, dice Dinenage nella dichiarazione. “Tuttavia, è importante perseguire piani per proteggere una parte maggiore della nostra preziosa storia e rendere più facile per tutti seguire il processo del tesoro”.

In una dichiarazione, il Museo della città di Chelmsford nell’ Essex ha espresso il suo sostegno alla definizione riveduta. L’istituzione culturale inglese ha un’esperienza diretta, nell’importanza delle definizioni legali. Nel 2014, un metal detector nella vicina Roxwell ha scoperto una statuetta alta 2,6 pollici, “eccezionalmente rara”, raffigurante un uomo romano-britannico, che indossa un mantello di lana con cappuccio.

L’indumento, un Birrus Britannicus (conosciuto affettuosamente dai curatori come “felpa romana con cappuccio”), era una delle principali esportazioni della Gran Bretagna durante il periodo romano, secondo una nota del curatore. Poiché l’oggetto è stato creato in lega di rame, il cercatore non era tenuto a consegnarlo allo Stato e nel 2017 ha deciso di venderlo all’estero. Dopo che il ministro delle arti del Regno Unito, ha temporaneamente impedito all’oggetto di lasciare il paese, il museo di Chelmsford ha potuto raccogliere i fondi per acquistare direttamente l’oggetto.

Ora è una delle attrazioni principali della collezione romana del museo, “dando ai visitatori un legame tangibile con gli abitanti della città”, secondo la dichiarazione. “Avremmo potuto facilmente perdere l’opportunità di mantenere la figura del Birrus Britannicus a Chelmsford”, dice il capo dei curatori Mark Curteis. “…. Classificare i reperti come tesori in base alla loro importanza culturale e storica, darà un vero e proprio impulso ai musei locali, consentendo a oggetti come la nostra statuetta romana, una possibilità molto maggiore di soggiornare nei luoghi in cui hanno maggiore rilevanza”.

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